Tour de France: Riccò positivo, le reazioni del mondo del ciclismo
E' una "reazione di collera" quella del presidente dell'Unione ciclistica internazionale Pat McQuaid alla notizia della positività ad Epo di Riccardo Riccò al Tour de France.
"La mia reazione, ancora una volta, è di collera", ha detto McQuaid all'Associated Press. "Questo prova che questi ragazzi vogliono ancora correre dei rischi", ha aggiunto. Riccò, vincitore di due tappe e nono in classifica generale, è il terzo corridore positivo ad Epo dopo gli spagnoli Manuel Beltran (Liquigas) e Moises Duenas (Barloworld).
"Ora si dirà che tutti utilizzano la stessa sostanza e che qualcuno gliel'ha venduta. Io sono orgoglioso che questi corridori siano stati presi. Il Tour - ha chiuso McQuaid - deve andare avanti fino alla fine, fino a Parigi".
- TEAM MANAGER SAUNIER DUVAL
La positività di Riccardo Riccò ad Epo al Tour de France rappresenta "un enorme danno di immagine" per la Saunier Duval e "una mazzata tremenda" per il mondo del ciclismo.
Joxean Fernandez, team manager della squadra di Riccò, commenta così la notizia che ha sconvolto la Grande Boucle e che ha portato al ritiro del team. "Abbiamo preso atto della situazione difficile, la corsa non ha più senso perché Riccò è un corridore non normale per noi.
La reazione immediata è stata quella di sospendere il corridore, come quella dell'Aso di sospendere la squadra dal Tour", ha spiegato Fernandez ad Eurosport. Il dirigente ha parlato anche di un "enorme danno di immagine" nei confronti della squadra "e degli sponsor":
"Ora dobbiamo fermarci e cercare di riflettere. E' una cosa grave ed incredibile. E' una situazione da paura e una mazzata tremenda per il ciclismo".
La sostanza in questione sarebbe Epo di terza generazione, denominata Cera (attivatore continuo dei recettori dell'eritropoietina): "Questo nuovo prodotto non è soltanto affare degli spagnoli - ha concluso Fernandez - penso si chiami Cera, o qualcosa del genere. Ma io non sono un dottore, sono soltanto un team manager".
La notizia della positività di Riccardo Riccò ad Epo al Tour de France ha sconvolto il direttore sportivo della Saunier Duval Pietro Algeri. "Quando ho sentito questa cosa ero in macchina - ha detto Algeri ad Eurosport - non avevo parole, la mia sensazione è stata quella di mollare tutto.
E' una crudeltà, mi ha fatto perdere la passione per il mio lavoro". Algieri si è detto "più che sorpreso" della positività di Riccò: "E' una cosa catastrofica per il nostro lavoro", ha aggiunto. La Saunier Duval si è ritirata dalla corsa.
La notizia della positività ad Epo di Riccardo Riccò al Tour de France ha colto di sorpresa anche gli ex ciclisti come Claudio Chiappucci. "Devo dire che sono dispiaciuto anche perché il tutto va a sfavore del ciclismo", ha detto Chiappucci a Radio Kiss Kiss. "Vedevo in lui qualcosa della nuova generazione e invece non è così".
Dopo le due belle vittorie in questa edizione del Tour, in molti hanno paragonato lo scalatore modenese a Marco Pantani. "Andiamoci piano: - ha aggiunto Chiappucci - i risultati arrivano nel corso del tempo e paragonare i due credo che sia assolutamente esagerato.
"Sono sconcertato da un punto di vista professionale. Umanamente ho imparato a stare sempre a un metro di distanza dai corridori da quando lo sport in generale, non solo il ciclismo, ha preso una certa piega".
Sono le parole amareggiate di Angelo Zomegnan, direttore del Giro d'Italia, dopo aver appreso della positivita' di Riccardo Riccò al Tour de France.
"L'ho presa con sconcerto e ho cercato di capire cosa sia accaduto", dice Zomegnan ai microfoni della Rai. ""Ho fatto un po' di telefonate in questa tragica giornata, la Francia ha messo in atto una ricerca delle sostanze proibite di terza ma anche di quarta e quinta generazione, affinando il processo".
"Questa -prosegue- e' la discriminante per quanto riguarda Ricco'. I rilievi fatti al modenese hanno rilevato sostanze di terza generazione, se cosi' fosse si e' cercato di aggirare i controlli antidoping".
Zomegnan se la prende poi con il presidente dell'Unione Ciclistica Internazionale, Pat McQuaid: "Ha detto che le cose sono state fatte benissimo. Semmai e' l'agenzia antidoping francese che sta facendo bene, non certo l'Uci. Quel che non posso piu' accettare e' che se le cose vanno bene e' merito dell'Uci, se vanno male la colpa e' solo degli organizzatori, delle squadre e dei corridori".
17 / 07 / 2008
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