Giro d’Italia: le sensazioni di Petacchi dopo la vittoria Mio figlio compie un anno oggi, è a lui che dedico questa vittoria. Sono queste le prime parole di Alessandro Petacchi dopo la vittoria nella seconda tappa del Giro d’Italia sul traguardo di Trieste e dopo aver battuto il superfavorito Mark Cavendish.
AleJet ha raccontato così la sua volata: “So che la sua caratteristica (Cavendish) è non avere una buona partenza. Ho voluto anticipare lo sprint, sono voluto partire lungo.
Volevo capire che velocità realmente lui avesse in queste volate - ha detto il velocista della Lpr Brakes a proposito del vincitore della Sanremo - e ho capito che era battibile. Sono partito ai 250 metri, e anche prima”.

”Cosa ho pensato oggi? A quello che mi era stato tolto, ho pensato tutto il tempo a quello che mi era stato tolto l'anno scorso (l'anno scorso Petacchi non aveva partecipato al Giro: dopo aver annunciato di non poterlo fare per motivi di salute, era stato squalificato per un anno dal Tas per doping, salbutamolo al Giro 2007, ndr) e che mi sono ripreso oggi.
Poi ho pensato a mio figlio". Sulle sue condizioni in generale lo spezzino ha detto: "Ho fatto un pò meno fatica degli altri anni, è un periodo che anche in salita vado bene”.
“È un Giro che non è stato disegnato particolarmente per noi velocisti, ho fatto il conto su cinque o sei arrivi... Ma anche nelle tappe che sarebbero per velocisti c'è sempre qualcosa, qualche salita”.
10 / 05 / 2009
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