Giro d’Italia: le sensazioni di Contador alla fine del Giro
Il capitano del team Astana tira le somme a mente fredda e ripassa il film rosa di queste tre settimane di Stivale.
"Il momento più difficile? La tappa dell'Alpe di Pampeago, prima della Marmolada. Avevo tante sensazioni negative - ha confessato Contador all'agenzia France Presse - ed è stato solamente dopo la Marmolada, quando mi sono ritrovato in maglia rosa, che ho iniziato davvero a credere nella vittoria.
Durante la tappa del Monte Pora la corsa si è fatta molto complessa dal punto di vista tattico. Bisognava riflettere, correre con la testa. Di Luca era davanti, gli altri mi stavano a ruota, pronti ad attaccarmi. Essere riuscito a tenere la maglia di leader mi ha dato una grande spinta, mentre agli altri ha inferto un duro colpo".
Il successo a Milano, per il 25enne madrileno, è preziosissimo. "E' meglio che vincere nuovamente il Tour", ha spiegato Contador, "valeva davvero la pena di interrompere le vacanze per venire qui in Italia e vincere la corsa". Inevitabile, quindi, l'interrogativo: più difficile la Grande Boucle o la Corsa Rosa? "Sono entrambe difficili da vincere, ma il Tour è più duro", ha detto la star del team Astana, "perché è una corsa che va preparata per mesi. Qui invece ho vissuto giorno per giorno, non sapevo assolutamente cosa avremmo dovuto fare in questo Giro".
02 / 06 / 2008