Giro d’Italia: 7° tappa, Vasto – Pescocostanzo. L’analisi della tappa
Primo arrivo in salita e primo test per gli uomini di classifica: certamente non scopriremo chi vincerà il Giro ma potremo conoscere chi non lo vincerà.
La carovana rosa partirà da Vasto per arrivare a Pescocostanzo dopo 180 km: il gruppo dal litorale adriatico si sposterà in Molise, per poi terminare la tappa in Abruzzo.
Il percorso è interamente movimentato da continui saliscendi e nella seconda metà propone tre Gran Premi della Montagna.
La prima asperità da affrontare è il Valico di Macerone, che i ciclisti affronteranno dopo 118 km di gara: la salita è di terza categoria e presenta una lunghezza di 3,6 km con pendenze che vanno dal 5 al 9%.
La seconda salita – sempre in provincia di Isernia – è l’ascesa di Rionero Sannitico: la salita è di 1ª Categoria e sarà percorsa al 166 km di gara. La lunghezza dell’ascesa è di 10 km, con pendenze che vanno dal 6,3% all’11%.
L'ultimo GpM è quello di Pietransieri (lunghezza 9,2 km): la salita di 2ª Categoria sarà affrontata quando mancano 13 km all’arrivo e presenta pendenze che vanno dal 6,5% al 10%. Su queste rampe potrebbe esserci selezione nel gruppo.
Superata l'ultima asperità ci saranno circa cinque chilometri di discesa che porteranno a Roccaraso, dove inizierà la salita conclusiva (3 km – pendenza massima 9%) verso il traguardo di Pescocostanzo.
Qui i migliori si daranno battaglia per la vittoria di tappa e potremo così scoprire anche la condizione di quei corridori che fino ad oggi si sono “nascosti” nel gruppo, come Contador, Kloden, oppure Simoni.
Tra i favoriti per la vittoria, senza dubbio Di Luca, ma anche Riccò, Nibali e Rebellin.

15 / 05 / 2008