Giro d’Italia: 14° tappa, Verona - Alpe di Pampeago. L’analisi della tappa
Ora si fa sul serio: arrivano le montagne che decideranno questa edizione del Giro.
La 14ª tappa porterà la carovana da Verona all'Alpe di Pampeago dopo 195 chilometri.
La prima parte di gara – circa 50 km - non presenta particolari difficoltà, solo due brevi salite nelle fasi iniziali; Cerro Veronese, paese natale di Damiano Cunego, e Fosse. Queste prime due salitele potrebbero essere il terreno fertile per una fuga di uomini fuori classifica e di gregari.
La corsa prosegue poi lungo lo splendido fondovalle della Val Lagarina fino ad incontrare – al km 100 – la salita di Vigolo Vattaro. Dopo lo scollinamento ancora qualche km di fondovalle in Valsugana e poi inizierà l’ascesa al Passo Manghen.
La salita è di quelle che può segnare la corsa e il Giro: una crisi su queste rampe significherà salutare la vittoria finale.
L’ascesa è dura e interminabile: 23 km con una pendenza media del 7,1% ed una massima del 15%. Gli ultimi 6 km di salita sono terribili, tutti con pendenze superiori al 10%.
Ma se la salita è molto impegnativa, anche la discesa (16 km) verso Molina di Fiemme non è da meno e potrebbe fare altrettanta selezione.
I girini - “quelli sopravvissuti” alle rampe del Manghen - si dirigeranno successivamente verso il centro di Cavalese, il capoluogo della Val di Fiemme e poi 4 Km di pianura verso Tesero dove inizierà la salita finale verso l’Alpe di Pampeago.
La salita è di poco inferiore agli 8 km ma le pendenze non lasciano scampo: pendenza media del 9,6% e massima del 16%.
I primi 4 km presentano pendenze “semplici” (media al 8%), ma quando i ciclisti incontreranno il bivio per il passo Lavazè, la strada si farà dura: 4 km durissimi con pendenze che non scenderanno più sotto il 10% e toccheranno punte al 16%.
La tappa sconvolgerà la classifica generale, non c’è dubbio: il terreno per l’impresa non manca basta pensare che nei tre precedenti arrivi all’Alpe di Pampeago hanno vinto grandi campioni; Pavel Tonkov (1998), Marco Pantani (1999) e Gilberto Simoni (2003).
Proprio il “Gibo” potrebbe essere uno dei protagonisti di giornata, vista la crescente condizione mostrata nei giorni scorsi. I pretendenti alla vittoria sono comunque molti: da Contador a Kloden, da Di Luca a Riccò, senza dimenticare Piepoli, uno che in salita non ha rivali.

23 / 05 / 2008