Giro d'Italia: sulla carovana incognita nube vulcanica. A rischio il rientro in Italia Per ora nessun allarme, però le chiusure degli scali aerei del nord d'Italia, a causa della nube di ceneri sprigionata dal vulcano islandese, crea qualche apprensione nella carovana del Giro.
Un eventuale peggioramento della situazione è una vera minaccia per i corridori, che rischiano di dover trascorrere in pullman l'intero giorno di riposo previsto per martedì.
Per ora i team non hanno ricevuto alcuna comunicazione dagli organizzatori, e dunque al momento rimane confermato il programma di rientro già fissato.
Il viaggio predisposto dagli organizzatori prevede il ritorno in Italia domani sera, subito dopo la conclusione della terza tappa, con due voli charter in partenza alle 20 e alle 20.30 da Ostenda per Cuneo. Ma tutte le squadre, visto il rischio di dover rientrare via terra, stanno studiando i piani alternativi: in pullman, in auto o addirittura in treno.
L'organizzazione ha già predisposto un 'piano B': otto pullman per 350 persone. Naturalmente in questo caso i corridori sarebbero costretti a spezzare il viaggio con una sosta in Lussemburgo a circa metà strada. "Gli organizzatori vorrebbero che noi rientrassimo tutti con pullman di linea, ma noi preferiremmo viaggiare con i nostri", dice il ds della Liquigas Stefano Zanatta. "Noi preferiremmo andare in automobile - commenta il team manager della Acqua e Sapone Franco Gini -, è più velocé. Ma é ancora presto per parlarne, non fasciamoci ancora la testa".
09 / 05 / 2010
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