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Ciclsimo: Marcialonga Cycling, edizione caratterizzata dal tempo inclemente. Ecco le classifiche


Maledetta pioggia! Anche nella quarta edizione, come lo scorso anno, è stato il tempo, anzi il maltempo, il vero protagonista dell’attesa maratona sui pedali, la Marcialonga Cycling, un’altra epica Marcialonga Cycling, senza neve è vero, ma con un tempo da lupi e pioggia a catinelle.

Le previsioni avevano fatto sperare in una “finestra” tranquilla fino al pomeriggio, invece le prime gocce si sono viste fin dalle 7.30 allo start di Predazzo, poi la pioggia ha concesso una tregua, ma all’attacco di Passo Lavazè è iniziato a piovere a dirotto e la temperatura è scesa rapidamente fino a 5°.

La gara ha preso subito un avvio veloce, con i migliori pronti a prendere la testa del lungo gruppone che ha attraversato i paesi della Val di Fiemme prima di sfilacciarsi sulla prima salita di San Lugano.

La strada che si inerpicava verso Aldino fino scollinamento di Ponte San Pietro ha visto nascere le prime scaramucce, ma i più forti si sono controllati a vicenda ed il gruppo dei migliori è arrivato compatto prima della discesa. Tra i più attivi c’erano Zelger, che ha raccolto gli incoraggiamenti dei suoi compaesani, Corradini, ovvero i due vincitori dello scorso anno, Janes, Varesco, Maccanti Raffeiner, D’Aniello, per fare alcuni nomi. C’è stato perfino lo sprint a Monte San Pietro onorato dal suo cittadino illustre Alexander Zelger, che si è messo alle spalle Ivo Zulian e Silvano Janes.

Poi alla fine della discesa da Nova Ponente, in prossimità del bivio per Passo Lavazè, il primo colpo di scena. Zelger scivola sull’asfalto bagnato e finisce a terra dolorante. Il gruppo dei primi scappa via e l’altoatesino perde il treno del successo.

La salita che arranca sul Lavazè sfalda anche il gruppetto dei più forti. La temperatura scende repentinamente e la pioggia inizia a picchiare duro sui muscoli già martoriati dei 1400 in gara. Gli ultimi tornanti prima del Lavazè scombinano nuovamente la testa della corsa, e sul GPM svetta per primo Roberto Mich, seguito ad una manciata di secondi da Maccanti, Corradini, Janes e Zulian.

I distacchi sono già marcati per gli altri che si tuffano verso il fondovalle a velocità pazzesche. Mich, cronometrato, ha affrontato la discesa ad oltre 100 km/h, un missile, ma anche gli altri non hanno scherzato.

La pioggia sferzava sempre più i “marcialonghisti” e tra i primi serpeggiava il dubbio, forte, se chiudere a Predazzo con il “medio” o affrontare i due successivi temibili passi dolomitici del San Pellegrino e del Valles. In testa a fare l’andatura gli stessi protagonisti del Lavazè, ma al bivio di Predazzo c’era la sorpresa, grossa, di Corradini che girava per l’arrivo del “medio” insieme a Janes e Mich.

Corradini si è rizzato sui pedali ed ha lanciato la volata, con Janes ben nascosto dietro le sue spalle, poi ai 20 metri uno scatto felino ed il “tasso” ha messo il suo… musetto all’aria fiutando una vittoria che proprio gli mancava. Corradini non ha infierito, però ha rischiato il secondo posto, col colpo di reni di Mich, tra loro solo un centesimo!

Il podio si è definito dopo 2 ore e 21’: Janes, Corradini e Mich nell’ordine. Intanto, sotto la pioggia battente, i più impavidi proseguivano verso Moena e quindi verso il San Pellegrino. È stata la gran giornata del ferrarese Michele Maccanti, che ha fatto tutto da solo scollinando per primo sui due passi ingrigiti dalla nebbia, dalle nuvole basse e…dal freddo.

Un uomo solo al comando, insomma, con Maccanti che è piombato sul traguardo di Predazzo dopo 4h15’24” e dunque con una media da primato, oltre 31 Km/h dopo 135 km e 3.279 metri di dislivello. E quando è entrato in paese, un raggio di sole ha squarciato le nubi e lo ha accompagnato sul traguardo, ma è stata solo una breve tregua.

Il cronometro, anzi …l’orologio, scandiva i minuti e ne trascorrevano ben 8 prima che Jarno Varesco, stanco ma soddisfatto, balzasse sul podio con un insperato secondo posto, insperato soprattutto per le pessime condizioni meteo, e ne passavano quasi venti prima che il podio si completasse grazie a Roberto Griot, felice come un bambino per aver centrato il primo podio nella “sua” Predazzo.

La Marcialonga Cycling, com’è giusto che fosse, ha strizzato l’occhio anche ai fondisti. E c’erano fior di nomi con uno dei più illustri, lo svedese Jerry Ahrlin, due volte primo nella Marcialonga invernale, che ha “chiuso” al quinto chilometro finendo a terra e rompendo addirittura il casco.

Nulla di grave, ma un bella serie di lividi. Coriaceo, tenace e… infreddolito ha chiuso invece al 12° posto nel “lungo” Daniel Tynell, tre volte vincitore della mitica Vasaloppet. Meglio di lui, e dunque tanti complimenti, si è piazzato Bruno Debertolis che non finisce mai di stupire.

Il finanziere primierotto, sesto alla Marcialonga invernale, si è piazzato decimo nel “lungo” e ora medita di vincere la combinata “Punto 3Craft” correndo la Running del 5 settembre. Il migliore dei fondisti nel “medio” è stato invece l’allenatore delle FFGG Sergio Piller, 23°.

La gara delle donne è stata dominata dalle portacolori della Turbozeta GK Vis Roberta Moschen (80 Km), e della fortissima Monica Bandini (135 Km). La Moschen era intenzionata a gareggiare sul “lungo”, poi le condizioni meteo l’hanno convinta a chiudere a Predazzo e si è lasciata dietro, a quasi 3’, Raffella Carloni e Claudia Wegmann. Coriacea, come sempre, la Bandini ha tirato dritto e si è perfino esaltata quando sul San Pellegrino e sul Valles le condizioni sono peggiorate. Come i grandi campioni insomma.

Ha rifilato quasi 15’ a Patrizia Piancastelli e quasi 45’ alla terza, Anna Fenili, comunque brave a tener duro in tali condizioni. Gli arrivi, mischiati del lungo e del medio, si sono susseguiti fino a tardi: arrivare sotto il traguardo di Predazzo è una soddisfazione che non ha paragoni.

E ora si guarda alla prossima Marcialonga, la Running (5 settembre) e poi a quella invernale di fine gennaio che conta già 2.000 iscritti. A fine gare le premiazioni e applausi per tutti, anche per gli organizzatori che, come sempre, hanno dato sfoggio una impeccabile professionalità.

Mediofondo – 80 km Maschile

1) Janes Silvano (Bergner Brau) 2.21.44; 2) Corradini Antonio (Viner Factory) 2.21.45.3; 3) Mich Roberto (Bike Club Egna) 2.21.45.4; 4) Raffeiner Philipp (Sportler) 2.22.32; 5) Segata Claudio Bren Team) 2.23.15; 6) D’Aniello Antonio (Phonix Sintesi) 2.24.13; 7) Feichter Alex (Rodes Val Badia) 2.24.15; 8) Masiero Andrea (Viner Factory) 2.25.8; 9) Casassa Stefano (Rewell) 2.25.08; 10) D’Agostini Marco (CRM Racing) 2.25.08.

Femminile

1) Moschen Roberta (Turbozeta MG K Vis) 2.39.23; 2) Carloni Raffaella (Deca Faentina) 2.42.28; 3) Vegmann Claudia (S.Genesio) 2.46.43; 4) Brachtendorf Kerstin (Fiat Rotwild) 2.47.12; 5) Girardi Laura (A:C: Merano) 2.48.55; 6) Avanzi Claudia (Pedale Bagnolese) 2.50.02; 7) Egger Martina (Edelrot Lana) 2.52.21; 8) Dal Santo Caterina (Viner Factory) 2.56.16; 9) Labrugo Cristina (Turbozeta MG K Vis) 2.58.11; 10) Bee Gloria (GS Fonzaso) 3.0016.

Granfondo – 135 km Maschile

1) Maccanti Michele (Phonix Sintesi) 4.15.24; 2) Varesco Jarno (L’Arcobaleno) 4.23.28; 3) Griot Roberto (MTB Orlandi) 4.34.49; 4) Pecchiari Massimiliano (Bren Team) 4.36.04; 5) Corsi Gabriele (Pianeta Bici) 4.36.18; 6) Muraro Carlo (ASD Panozzo) 4.41.58; 7) Speybrouck Filip (Team deRosa) 4.42.43; 8) Castelanelli Alessandro (Club Lombardia) 4.42.45; 9) Mattana Luca (Club Lombardia) 4.43.03; 10) Debertolis Bruno (Max Lelli) 4.44.17.

Femminile

1) Bandini Monica (Turbozeta MG K Vis) 5.11.51; 2) Piancastelli Patrizia (Turbozeta MG K Vis) 5.26.30; 3) Fenil Anna (Brember Valley) 5.56.26; 4) Mazzel Arianna (Marcialonga) 5.57.12; 5) Lihl Anita (Marcialonga) 6.24.31; 6) Piantoni Fiorenza (Cici Noris) 6.27.05.

31 / 05 / 2010



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