Ciclismo-Pechino 2008: le sensazioni di Paolo Bettini
Ha gli occhi della tigre ed è senza un filo di grasso, rilassato ma, dentro, teso come una corda di violino.
Paolo Bettini abbraccia il fascino di un'altra sfida: difendere con le unghie il titolo olimpico di Atene 2004, in una giornata che fu storica per le cronache livornesi (vinse anche Montano, e c'era anche Ciampi).
Lo attende un percorso che, parole sue, può esaltare solo "un matto intelligente", nel senso che ci vorrà coraggio misto a tattica per passare indenni tra le forche caudine di un percorso di quasi 250 chilometri che non darà un filo di respiro.
"Non sono ancora al top ma sto bene", fa sapere il 34enne di Cecina, nella storia del ciclismo con due Mondiali, un'Olimpiade ed una valanga di successi da fuoriclasse.
Il percorso della prova su strada, provato oggi integralmente dal team azzurro, non lo spaventa, e nemmeno lo smog che continua ad attanagliare la capitale cinese: "Rispetto a chi corre in città siamo avvantaggiati. Sul circuito accanto alla Grande Muraglia c’è caldo e umidità ma senza problemi respiratori".
E poi, il Grillo non ha difficoltà a catalogare la gara a cinque cerchi nel faldone delle gare imprevedibili: "Nel professionismo siamo abituati ad avere una squadra che ti supporta, qui invece si deve anche saper improvvisare.
Delle Olimpiadi di Sidney ricordo solo che mi staccò Ullrich, poi fu una serie di scatti e controscatti. Come anche ad Atene, solo che alle volte è la gara che ti viene incontro. Insomma, ci vuole anche fortuna: ad un Mondiale, con una squadra di nove uomini, qualcuno è sacrificabile, in un'Olimpiade ci sono altre dinamiche".
Occhio dunque agli outsider, o ai "matti intelligenti", e al vento contro in discesa, dove assicura "devi pedalare per andare a 40 all'ora e dietro bisogna frenare per non sbattere".
A Pechino Bettini ancora una volta salterà la cerimonia olimpica, visto che il giorno dopo sarà in ballo per l'oro bis, e tra i tanti nemici (gli spagnoli e gli Schleck) ci saranno le condizioni ambientali: il caldo resta asfissiante, bisognerà alimentarsi bene e bere molto per non andare in tilt.
Lui però è tranquillo: "La responsabilità c’è ed aumenta per l'importanza dell'avvenimento - dice il capitano azzurro e della Quick Step - Però ora sto bene, anche forse non al massimo. In questo finale di stagione sono arrivate le vittorie, non posso che essere fiducioso".
07 / 08 / 2008
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