Ciclismo e doping: caso Riccò, chiesti venti mesi si stop
La Procura Antidoping del Coni ha chiesto venti mesi di squalifica per Riccard Riccò, il ciclista modenese di Formigine espulso dallo scorso Tour de France per positività all'Epo di terza generazione.
Riccò è stato deferito al Tribunale Nazionale Antidoping "per le positività all'Eritropoietina di tipo Mircera, in occasione dei controlli antidoping disposti durante il Tour de France in data 8 e 13 luglio 2008", si legge in una nota.
Nel deferimento del corridore emiliano figura anche una violazione dell'articolo 4.6 delle Istruzioni operative dell'Ufficio della Procura Antidoping, quello relativo alla "frequentazione di soggetti squalificati o inibiti dall'ordinamento sportivo".
La richiesta di squalifica è inferiore di quattro mesi ai canonici due anni, previsti dai regolamenti internazionali per gli atleti non recidivi, "per effetto dell'attenuante concessa" in base alla all'articolo 10.5.3. del Codice Wada, relativo al contributo degli atleti incolpati nell'individuazione di altri soggetti coinvolti in pratiche dopanti.
29 / 09 / 2008
Per contattare la redazione del sito Ciclismo scrivere all'indirizzo email RICCARDOCAPANNELLI@libero.it